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Polifenoli nell'olio extravergine: quanti sono e come cambiano il gusto

I numeri degli antiossidanti dell'oliva, la soglia EFSA e la scala del gusto: perché amaro e piccante sono un pregio.

Se c'è una parola che separa un olio qualsiasi da un grande olio extravergine, è polifenoli. Sono gli antiossidanti naturali dell'oliva: proteggono l'olio dall'invecchiamento, proteggono le nostre cellule dallo stress ossidativo e — cosa che pochi sanno — si sentono in bocca. Quell'amaro elegante e quel pizzicore in gola che caratterizzano un olio fresco non sono difetti: sono i polifenoli che si presentano.

Cosa sono e perché contano per la salute

I polifenoli dell'oliva sono una famiglia di composti: i più studiati sono idrossitirosolo e tirosolo, l'oleocantale, l'oleaceina e i derivati dell'oleuropeina. Il loro ruolo per la salute è riconosciuto anche a livello normativo: l'EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha approvato un claim ufficiale (Reg. UE 432/2012) secondo cui i polifenoli dell'olio d'oliva contribuiscono alla protezione dei lipidi del sangue dallo stress ossidativo.

Il claim si applica agli oli che contengono almeno 5 mg di idrossitirosolo e suoi derivati per 20 g di olio — cioè circa 250 mg/kg — assumendo 20 g di olio al giorno (due cucchiai). Sull'oleocantale, la ricerca ha inoltre osservato in laboratorio un'attività antinfiammatoria simile per meccanismo a quella dell'ibuprofene: studi interessanti, anche se preliminari, che aiutano a capire perché l'extravergine è un pilastro della dieta mediterranea.

I numeri: quanti polifenoli contiene un olio?

Il contenuto fenolico si misura in milligrammi per chilogrammo (mg/kg). Le differenze tra un olio e l'altro sono enormi:

Tipo di olioPolifenoli totali (indicativi)
Olio di semi raffinatoPraticamente assenti
Olio di oliva raffinato ("olio di oliva")Sotto i 50 mg/kg
Extravergine commerciale da scaffale100 – 250 mg/kg
Soglia claim salutistico EFSA≥ 250 mg/kg
EVO fresco, raccolta precoce, molito in giornata300 – 600 mg/kg
Oli "alto fenolico" (cultivar e raccolte dedicate)Oltre 500, fino a 800–1.000+ mg/kg

Da cosa dipende la differenza? Da quattro fattori, tutti nelle mani del produttore: la cultivar (alcune varietà sono naturalmente più ricche), il momento della raccolta (olive verdi e precoci ne hanno più delle stramature), la velocità di lavorazione — ogni ora di attesa tra raccolta e frantoio brucia patrimonio fenolico, ed è il motivo per cui moliamo in giornata — e l'estrazione a freddo sotto i 27 °C, perché il calore degrada i fenoli.

Un quinto fattore riguarda chi l'olio lo compra: il tempo. Luce, ossigeno e calore consumano i polifenoli mese dopo mese. Un olio dell'ultimo raccolto, conservato al buio, è un olio ancora "carico"; lo stesso olio dimenticato due anni in dispensa ha perso gran parte dei suoi antiossidanti.

Come cambia il gusto con la quantità di polifenoli

Qui sta la parte più affascinante: i polifenoli si assaggiano. L'amaro è dato soprattutto da oleaceina e derivati dell'oleuropeina; il piccante — quel pizzicore in gola che a volte fa tossire — dall'oleocantale. Più fenoli, più carattere:

PolifenoliProfilo sensorialeIdeale per
< 150 mg/kgFruttato leggero, dolce, amaro e piccante quasi assentiPiatti delicati, pesce bianco, maionese
150 – 300 mg/kgFruttato medio, amaro e piccante percepibili ed equilibratiUso quotidiano a tutto pasto
300 – 550 mg/kgFruttato intenso, amaro deciso, piccante netto e persistenteZuppe, legumi, bruschette, carni, verdure amare
> 550 mg/kgMolto intenso, quasi "pepato": due gocce cambiano il piattoA crudo, quasi da meditazione

Vale la regola d'oro dell'assaggiatore: amaro e piccante sono pregi, non difetti. Un olio "che non sa di niente" non è un olio gentile: è un olio povero di fenoli, per varietà, per raccolta tardiva o perché ormai vecchio. Il nostro olio, da olive autoctone raccolte a mano e molite in giornata senza filtrazione, appartiene per scelta alla fascia dal gusto deciso: quel pizzicare in gola è esattamente quello che cerchiamo ogni raccolto.

Se un olio pizzica, ringrazialo: sono i suoi antiossidanti che si fanno sentire.

Come sfruttarli al meglio in cucina

I polifenoli sono relativamente stabili, ma il modo migliore per assumerli resta il consumo a crudo: sui piatti pronti, nelle zuppe fuori dal fuoco, sul pane. Per la dose di riferimento EFSA bastano due cucchiai al giorno (20 g) di un olio sopra i 250 mg/kg — la quantità che molti di noi già usano, semplicemente scegliendo l'olio giusto. E per conservare la carica fenolica: bottiglia scura o latta, ben chiusa, lontano da fornelli e finestre, da consumare entro 12–18 mesi dalla molitura.

Cerchi un olio ricco di polifenoli?

Raccolta a mano, molitura in giornata, estrazione a freddo e nessuna filtrazione: ogni scelta che facciamo serve a preservare gli antiossidanti dell'oliva fino alla tua tavola.

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Domande frequenti

Quanti polifenoli deve avere un buon olio extravergine?

Un extravergine comune si colloca tra 100 e 250 mg/kg; dai 250 mg/kg in su scatta il claim EFSA. Gli oli freschi da raccolta precoce e molitura in giornata raggiungono facilmente 300–600 mg/kg.

Perché l'olio ricco di polifenoli pizzica in gola?

Il piccante viene dall'oleocantale, l'amaro dall'oleaceina e dai derivati dell'oleuropeina: sono proprio i polifenoli. Il pizzicore è un indice di freschezza, non un difetto.

I polifenoli si perdono nel tempo?

Sì: luce, ossigeno, calore e tempo li degradano. Meglio consumare l'olio entro 12–18 mesi dalla molitura e conservarlo al buio, ben chiuso e al fresco.

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